Gli esperti in protezione antincendio propugnano strategie incentrate sul contenimento degli incendi di batterie, dando priorità all'isolamento della propagazione della fuga termica rispetto alle misure dirette di soppressione delle fiamme.

Ripensare la risposta agli incendi BESS: perché l'acqua non è sempre la soluzione

Quando un sistema di accumulo di energia a batteria (BESS) prende fuoco, la reazione istintiva – inondarlo d'acqua – può essere controproducente. Gli esperti raccomandano invece una strategia di raffreddamento controllato, incentrata sul contenimento piuttosto che sulla soppressione aggressiva.

Comprendere i doppi rischi

Mishaal Syed Naveed, Senior Fire Protection Engineer presso Wärtsilä Energy Storage, illustra i rischi critici: incendi convenzionali e potenziali esplosioni. I gas tossici/infiammabili rilasciati durante la fuga termica rappresentano un rischio di esplosione in caso di innesco.

Il pericolo della soppressione diretta

SyedNaveed avverte che spruzzare acqua direttamente sugli involucri delle batterie potrebbe peggiorare le condizioni: l'introduzione di ossigeno o l'alterazione delle concentrazioni di gas potrebbero innescare esplosioni.

Il cambio di paradigma

I protocolli moderni sottolineano:

Raffreddamento controllato per rallentare la propagazione della fuga termica
Barriera di contenimento per limitare la propagazione dell'incendio
Evitare misure invasive che interrompono i modelli di degassamento

Questo sito utilizza i cookie per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Navigando su questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie.